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recensioni

...Non sfugge, anche attraverso un veloce approccio alle opere della pittrice, la sicurezza e la versatilità nel produrre con diverse tecniche materiali, e la facilità con la quale affronta anche i più complessi particolari.
Ecco, come attraverso la lettura segnica, iconografica e simbolica è nata un’amicizia....
Valeria Nardulli

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...L'interpretazione delle opere di Andriani richiede un lavoro per nulla semplice di riflessione. L'ovvio, lo scontato è decisamente bandito dalle sue tele. Nell'ammirarle, ci si ritrova all'improvviso, anche senza volerlo, catapultati in un mondo parallelo del quale sfuggono le coordinate guida...

Ugo Perugini

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...L'arte, per definizione, nasce mettendo in crisi l'idea unitaria dell'Io. Il doppio esiste, non si forma, ed esiste dal momento in cui esiste l'Io di cui incarna un'alternativa. L'Io non dà vita al Doppio: esso, semplicemente, lo riconosce...

Marilena Iacoviello

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...Carattere schivo, osserva il mondo in silenzio, Rossella Andriani; con estrema delicatezza esplora l'universo dell'anima...

Nicole Campanile

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...La pittura di Rossella Andriani è elegante, attenta, pronta ad una affabulazione poetica che unisce presente e passato dove il colore attiva un linguaggio pieno di immaginazioni... è la lezione della vera arte. Quella che rimane...

Francesco Salamina

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…ritrarre un soggetto umano è particolarmente impegnativo e il risultato non sempre è apprezzabile.
Per un artista, del resto, ciò che è difficile non è tanto riprodurre fedelmente la fisionomia di un volto, quanto piuttosto cogliere l’anima del soggetto ritratto. Rossella Andriani riesce mirabilmente proprio in questa magia: con pochi tocchi di colore infonde emozioni indimenticabili. Colpisce in particolare l’intensità degli sguardi e della mimica facciale, assolutamente prossime alla realtà. Eppure non si tratta di freddo e artificioso iper-realismo, ma al contrario di un’opera fortemente pittorica, dai risvolti umani e aristici assolutamente interessanti. Rossella Andriani dimostra di essere artista dalla grande sensibilità soprattutto qundo ritrae personaggi famosi, di cui riconosciamo l’umanità al di là del loro essere miti contemporanei.

Nadine Giove

... i ritratti di personaggi famosi dell'artista Rossella Andriani resi con pennellate nervose su un colore di fondo di intensa ocra rossa creano un'atmosfera familiare ed intimista ...

Pietro Marino

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“In direzione ostinata e contraria”

Un castello, come quello dei principi Dentice di Frasso di Carovigno, paese d’origine di Rossella Andriani, è il luogo ideale nel quale proporre una mostra nata da varie suggestioni musicali e letterarie.
Su tutte prevale la produzione del matematico e scrittore inglese Charles Lutwidge Dodgson conosciuto con lo pseudonimo di Lewis Carroll.
I suoi due romanzi “Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” costituiscono per l’Andriani il pretesto per ritornare sui luoghi della sua infanzia e presentare delle opere basate spesso sul “non sense” e sugli “jokers”, ovvero i bisticci di parole.
Come avviene nelle opere di Lewis Carroll, basate anche sull’umorismo ed il gusto del paradosso, così in questa “personale”, che tratta dei soggetti ludici ed apparentemente ispirati al mondo dell’infanzia, si avverte il preciso riferimento al mondo degli adulti.
Nelle tele sono evidenziati gli aspetti drammatici del mondo contemporaneo, come nel ritratto della pittrice iraniana Delara Darabi, condannata al patibolo che incombe sinistro sullo sfondo, o come nel ritratto di un bambino di colore dalla pelle vellutata, amico fragile, “…in un mondo…popolato di esseri…evaporato in una nuvola rossa, in una delle molte forme dell’amore, con un bisogno d’attenzione e d’amore …” (Fabrizio De Andrè – “Amico fragile”).
Questo aspetto di estrema gravità esistenziale, alla quale si alternano anche momenti grotteschi del vivere quotidiano, spinge l’autrice verso l’evasione ed ecco… come Alice, che sonnecchiando su una poltrona del salotto, si chiede cosa possa esserci dall’altra parte dello specchio e, passandoci attraverso, riesce a dare una risposta ai suoi numerosi interrogativi, così Rossella Andriani, ritornando sui luoghi dell’infanzia, attraversa uno “spazio temporale”, popolato di personaggi, quelli delle sue tele, apparentemente semplici e giocosi, in realtà complessi.
Si avverte così uno stato d’animo che molti di noi vorrebbero condividere, caratterizzato dal desiderio di ritornare in un “paese delle meraviglie” dove tutto è rovesciato: un “mondo allo specchio” nel quale il rigore è sostituito dal paradosso e l’alto ed il basso sono invertiti.
Un mondo lontano dall’aridità e dalla soffocante rigidità dell’apparire, popolato da strani esseri ibridi, che hanno la facoltà di condurci a delle riflessioni esistenziali.
I personaggi, che si materializzano sui supporti, emergono dalla calda tonalità dello sfondo: il rosso, elemento cromatico predominante in tutte le opere, sembra richiamare l’idea di un “utero materno”, ampliato nel preciso riferimento alla “tellus mater”, la terra d’origine alla quale la pittrice ritorna.
Notevole è la resa tridimensionale dei soggetti: l’autrice mostra la capacità di portare all’estremo limite del supporto i soggetti trattati, che entrano così a far parte dello spazio reale circostante, creando un maggiore coinvolgimento nello spettatore.
La volontà di fare questo percorso a ritroso nel tempo può forse causare una sensazione di straniamento, ma costituisce un anelito di libertà ed il desiderio di allontanarsi da una società spesso soffocante e massificata.
Tutto ciò ci porta a considerare come ”…l’uomo sia spesso uno schiavo, non esaltato dalla folla…in una condizione che necessita forza e tenacia… per poter procedere in una direzione ostinata e contraria…” (Fabrizio De Andrè – Smisurata preghiera)

Valeria Nardulli
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